Weight loss

domenica 2 febbraio 2014

Solitudine è il mio secondo nome.

Amo stare da sola, non mi fa paura.
Anzi io voglio stare da sola.
Ho sempre più difficoltà ad avvicinarmi a persone di sesso maschile e ad intraprendere relazioni. Non che sia dell'altra sponda, e anche fosse non ci sarebbe niente di male; ma quello che provo io è un insieme di indifferenza e ribrezzo.
E' un po' di tempo che ci penso, da quando è capitato qualche bacio con un ragazzo, che dice di volermi a tutti i costi. Io non so quale sia il motivo, perché accada, ma quando succede che qualcun altro mi tocchi il corpo, mi baci, io mi sento male. Dentro di me inizia a salire un profondo senso di vergogna e orrore nei confronti di me stessa e del gesto che sto facendo.
Io ODIO che qualcuno mi tocchi.
La vivo come un'invasione, e nessuno, adesso, deve invadere il mio spazio.
Devo trovare le parole giuste per scrollarmi di torno tutte queste persone che mi vogliono, credendo che io sia magnifica.
Non lo sono, quando se lo metteranno in testa?
E io non le voglio, non so perché ma voglio stare da sola, anche se ho 20 anni e solo qualche storiella futile alle spalle.
Anche se ancora sono vergine (ecco si, ve l'ho detto) e non mi sono mai innamorata.
Anche se dovrei aver voglia di amare ed essere amata, perché questa sarebbe la normalità.
Ma se fossi normale, sarei tante altre cose, e non quello che sono.
Perché se fossi normale, se fossi sana, non andrei a letto la sera giocando a quante ossa riesco a scovare a fare capolino da sotto la pelle.
Se fossi normale amerei: me stessa, gli altri, il mio corpo e tutto l'aspetto carnale che ne deriva.
Ma, aimé, non lo sono.

sabato 1 febbraio 2014

Sparisco, poi ritorno. E questa volta col vegan.

Buona sera mie bellezze, non pensate che mi sia dimenticata di voi. Sono sparita per settimane, mesi forse, ma non vi ho dimenticate; ho continuato a scorrere la bacheca di Blogger leggendo quello che scrivevate, nella speranza che dalle vostre parole sorgesse qualcosa di buono, sia per voi, che per me, perché davvero ne avevo bisogno. 
Ho passato, e sto ancora passando, un periodo terribile. Dopo l'ennesima batosta con la graduatoria di medicina del 18 Dicembre, la mia vita ha iniziato un volo in picchiata, trascinandomi nell'oscurità più intensa che abbia mai visto da quando sto male. La mia ossessione per le calorie e per quel maledetto numero sulla bilancia è peggiorata enormemente. Forse per colmare la delusione e il vuoto lasciato nella mia vita da tutto quanto, mi sono concentrata, per l'ennesima volta, sull'obbiettivo di dimagrire. E ancora adesso è la prima cosa a cui penso la mattina, l'unica che mi accompagna costantemente durante la giornata, e l'ultima che mi dà la buonanotte la sera. Dal 18 Dicembre ad ora sono dimagrita 6 chili, ritornando a quel peso che solo pochi mesi fa mi sembrava irraggiungibile. 
La mia vita è una lotta continua: mi sveglio ogni giorno con il pensiero di mangiare il meno possibile. A volte sono 200, a volte 400 altre 600 calorie al giorno. O altre volte ancora digiuno: do il via al contatore e aspetto eccitata il momento in cui il mio corpo, stremato dalla stanchezza, dovrà cedere aL minimo granello di cibo. Le abbuffate non si susseguono più giorno dopo giorno, no. La potenza e la forza che sento nel dimagrire mi bastano, anche se poi sono io che non mi basto mai. Perché poi ci sono giorni in cui inizio a pensare che non sarò mai magra ABBASTANZA, o bella ABBASTANZA, o leggera ABBASTANZA. E allora capita che ricada in qualche abbuffata, come oggi, che finisce col costringermi al bagno, a lacerarmi lo stomaco per 30, 40 minuti. Le mattonelle fredde che si scontrano con le ginocchia, le braccia che vorrebbero strappare lo stomaco dal torace, ma invece stanno lì a sorreggere un corpo in preda agli sforzi. Quante volte ancora dovrò vivere tutto questo? 
Ma va bene così, è quello che mi merito. Io non merito di mangiare, il cibo non è stato creato per me. 
Si ricomincia, come ogni volta. La sfida di oggi? 72 h di digiuno.
E poi? Dove andrò a finire?
Una parte di me, ancora razionale, capisce che sto solo sprecando tempo.
Eppure c'è l'altra metà, così fragile e ingenua, che soccombe al richiamo affascinante di tutto ciò.
Voglio vivere.
No, voglio dimagrire.
No, non lo so.
Voglio lottare, questo lo so. Per cosa ancora forse è un quesito aperto, ma so che non posso permettermi di fermarmi e lasciare che la mia vita ammuffisca insieme alle pareti di questa stanza in cui passo la maggior parte delle giornate.
Prima di lasciarvi voglio aggiungere due cose:
1)Non so se tutte sapevate che da un anno circa ero vegetariana, ma comunque vi informo che da un mesetto sono passata al vegan, per motivi etici naturalmente, il DCA non c'entra niente con questo. La cosa non mi crea per niente fastidio, anzi mi fa sentire molto bene. Ammetto che inizialmente è stato difficile, ma abituandosi, niente è impossibile!
2)Non voglio sparire di nuovo, perché sparire vorrebbe dire cadere ancora di più nella solitudine e nel buio più totale, quindi, vi prego, aiutatemi.
 GRAZIE