Weight loss

martedì 1 aprile 2014

Ormai è un delirio.

L'ultima volta che ho scritto stavo vomitando i resti di un'abbuffata nel silenzio di camera mia. Sono passati 10 giorni e le cose non sono migliorate, mi dispiace per voi, per i miei che tanto stanno soffrendo per questa situazione. Mi dispiace per la mia migliore amica che continua ad osservare impotente i miei peggioramenti e non fa che angosciarsi. Strano ma vero, mi dispiace per tutti tranne che per me, anche se ci sono seri motivi che io schiatti da un momento all'altro.
Distrubo anoressico-bulimico. Finalmente ho anche io un'etichetta, YEAH. Insulso tentativo di catalogare qualcosa che già di per sé è caotico e comprendente milioni di atteggiamenti e definizioni al suo interno. Tutto questo mi fa ridere. Negli ultimi dieci giorni ho perso ripreso perso più o meno 4 chili.
Il mio regime alimentare...?
1) Non mangio niente che non sia liquido e senza calorie
2) Quando mangio, sopraffatta dal senso di gonfiore,  corro in bagno e vomito tutto.
Ma...aimé...qui arriva il lato peggiore.
A volte infatti, sogno abbuffate apocalittiche, e mi metto pure all'opera per portarle a termine.
L'ultima e più recente...? quella di oggi.
Appena tornata dall'università, salgo in casa solo per prendere le chiavi della macchina. Scendo freneticamente come se stessi per perdere il treno, salgo in auto e guido fino al discount più vicino.
Compro di tutto: dai tramezzini, ai biscotti di pastafrolla, i buondì al cioccolato, le crema spalmabile bicolore, crostatine alla nutella, bounty, kit-kat. E non so nemmeno se ho messo tutto. NATURALMENTE come è prassi, ingurgito il tutto bagnato con latte vegano (tanto per non sentirmi ancora più schifosa) e dopo tanti sforzi, cosa che non era mai accaduta, vomito anche l'anima.
Ma non è questo il bello, o l'ilare se così si può definire, della situazione.
Quello che non è normale e di cui mi sorprendo sono le mie reazioni.
Nelle due settimane in cui non ho scritto ho rischiato varie volte di morire. Giusto per citarne alcune: mentre trituravo chili di pizza ero sul punto di soffocare. Una cosa simile è successa mentre vomitavo; per poco non soffocavo. L'altro ieri mi sono ingozzata di verdure, fresche e non, congelate e non. E lì si che ho toccato il culmine. Mi sono sentita male, giravo per casa come una boa alla deriva chiedendo aiuto. Evidentemente le verdurine si sono messe a combattere tra di loro nel mio stomaco e a richiamare acqua. E boom! Ecco che mi trasformo in una sottospecie di pesce palla più morto che vivo.
Ho avuto paura che mi scoppiasse lo stomaco. Che letteralmente rimanessi con i visceri all'aria a causa di una rottura gastrica.
Ma, ahimé, non so quali fossero i programmi del buon Dio, non mi è successo niente; mi sono tranquillizzata, ho tenuto la borsa dell'acqua calda e poi ho FINALMENTE vomitato tutto.
Ma non finisce qui: parappapaaaa non smetto mai di sorprendervi!!!
Altro episodio ieri, da ricovero proprio.
Stesse dinamiche ormai conosciute anche dalle meno esperte: INIZIA CON UN MORSINO-MANGIA TUTTA LA DISPENSA-CORRE A VOMITARE.
ah..no aspetta. Ieri non mi hanno permesso di "drogarmi". Cosi mi sono ritrovata carponi sul pavimento e urlare come un'indemoniata, mio padre che mi pestava per farmi stare ferma, io che correvo al bagno, tentavo di vomitare (vomitare cosa poi) e di tagliarmi il più possibile.
La porta naturalmente chiusa  a chiave, io che non sentivo ragioni, mia madre che piangeva.

E poi il chiasso dei vetri, la finestra rotta per recuperare quanto di me restava: uno schifo, un danno della natura, un peso per tutti.

E allora mi chiedo, perché continuo a fare tutto esattamente come sempre? Perché non ho la forza di cambiare questo schifo?

9 commenti:

  1. Tesoro mi sta venendo da piangere a leggere queste parole. Non è giusto, non è giusto stare così male, sentirsi morire (e rischiare di morire) per questo. Non è giusto avere un atteggiamento così malato nei confronti del cibo, stare così male per ogni cosa.
    Ma hai diciannove anni e una vita davanti, esattamente come me. Credo di aver capito che i tuoi genitori sanno o hanno scoperto tutto, quindi parlagliene. Da sola non si può far niente, ormai.
    Parla loro, fatti seguire da uno psicologo e da un nutrizionista. Chiaramente così non può più andare. Non vorrai morire per questo, non vorrai una gastrite o peggio ancora un'ulcera...
    Bisogna affrontare la situazione di petto.
    Ce la puoi fare, a cambiare questo schifo. Ma non da sola.
    Hai bisogno di stare con qualcuno sempre, che ti tenga sotto controllo e ti impedisca di sentirti così.
    Qualcuno che però non ti faccia sentire neanche sbagliata.
    Devi avere il coraggio di stare con quel qualcuno.
    Baci, si forte!

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  2. Ogni volta che leggo di ragazze che, come te, vanno a comprarsi roba con cui abbuffarsi mi vengono i brividi... Fa paura. Ho vissuto l'anoressia con il TERRORE di finire così ed è proprio per questo che le mie abbuffate "soggettive" rappresentavano un disastro : avevo una paura folle di cadere nella bulimia o nel binge. Le minacce di morte non mi hanno mai spaventata più di tanto, ma la trans-diagnosi era il mio incubo peggiore.
    Credo che l'anoressia restrittiva sia "meno peggio" : ti fa sentire forte, onnipotente, mentre suppongo che abbuffarsi e vomitare ti faccia sentire una merda.Per quanto le mie fossero abbuffate soggettive e quindi neanche lontanamente paragonabili alle tue, io mi sentivo una merda quando mangiavo... Lo vivevo come un fallimento.
    Il rischiare la morte, seppur con dinamiche diverse, è una cosa che conosco... Lo stesso vale per gli scleri stile "pazza da rinchiudere" : è la malattia, non sei tu... È come se si fosse posseduti...
    A me, perònon è mai dispiaciuto per gli altri, per il semplice fatto che i miei non si sono mai preoccupati veramente -.- mi dispiaceva per il mio ragazzo e per mio fratello, ma più per me stessa. Già, ero un'egoista del cazzo... Ma, per quanto loro potessero star male, il loro dolore non era nulla in confronto al mio.
    Il fatto che ti dispiaccia per chi ti sta accanto potrebbe rappresentare uno stimolo per guarire, ma devi essere TU a volerne uscire...Devi farlo per te stessa, non per gli altri.
    Immagino che tu ora non voglia abbandonare la malattia, non del tutto almeno, ma devi sforzarti di immaginare come potrebbe essere la tua vita senza questa merda. Non ti sentiresti meglio ad avere il controllo (attenzione, non mi riferisco ad un controllo esagerato) sul tuo corpo e sulle tue reazioni? In fondo così non sei felice... Ribellati, ti prego. Lo devi a te stessa.

    Ti abbraccio forte.

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  3. Davvero, te lo dico anch'io, prova a reagire.. Dici che non ti dispiace per te, ma per i tuoi genitori, per gli amici sì... Quando i miei hanno scoperto che mi abbuffavo e mi tagliavo mi sono sentita una merda, mi sono chiesta con quale coraggio osassi fargli questo.. È un circolo vizioso alla fine...ti senti uno schifo, ti punisci, ti senti uno schifo, gli altri stanno male per te e per questo ti senti ancora più indegna di vivere...e ricominci a punirti... Davvero non può andare avanti così ...

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  5. Hai 19 anni, NON puoi morire per quei bastardi dei disturbi alimentari. Non puoi e non devi.E stai rischiando, anche se già lo sai.
    Hai una vita davanti. Una vita che ti potrebbe arruffare le penne, portarti altri momenti tristi ma anche periodi bellissimi, sensazioni speciali, amicizie vere ed amori unici.
    Per favore, trova la forza per uscirne. Trova la forza per mandare al diavolo l'anoressia, la bulimia, quelle abbuffate per riempire un buco che non è nello stomaco, ma nell'anima.
    Ce la puoi fare. Puoi mettere tutta la forza che butti in quest'auto-distruzione nel cercare di iniziare ad amarti, a prenderti cura del tuo spirito e del tuo corpo.
    Sii forte, ne uscirai vincente.
    Una tua lettrice che sa ciò che stai passando.
    Un abbraccio,
    R.

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  6. sono tornata più volte a leggere questo post. E sono giunta alla conclusione che le lacrime che stanno annebbiando la mia vista parlerebbero molto di più. Ma so anche che non sortirebbero alcun effetto su di te, Né lacrime, né parole. Tu sei partita su questa strada e sei vicinissima ad un punto di non ritorno, non ascolterai nessuno né forse accetteresti alcun tipo di aiuto, da quello che scrivi sei troppo convinta di quello che fai. Ma io spero di sbagliarmi di grosso. Spero che tornerai in te per un attimo a capirai che cazzo stai facendo, perchè ti odi così tanto accanitamente? Ma perchè, piccola, perchè? Vorrei che te lo chiedessi, che senso ha. Che senso ha rovinare il tuo corpo, la tua anima, la tua vita? Tu non ti ami, non ti apprezzi, non ti accetti, non ti vuoi. E invece dovresti. Dovresti poter ripartire da te. Chiedere aiuto, ma davvero, stavolta. I tuoi genitori, uno psicologo, un esperto, la tua amica... io non posso credere che nessuno ti possa o ti voglia aiutare. Devi lasciarti amare, con pazienza, riuscirai a capire che le persone che ti sono accanto ti voglio bene e vogliono che tu stia bene non per il loro bene ma per il tuo, perchè sei nei loro pensieri, nei loro cuori. Io credo fermamente che tocchi a te fare il primo passo. Rialzati, perchè ti meriti molto di meglio che passare la vita abbracciata ad un cesso che puzza di vomito. Dovresti poter sentire il profumo della vita, dei fiori di primavera, dei frutti dell'estate... ti prego. Agisci. Per te stessa. Te lo devi.

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  7. Ho riletto non so quante volte questo post, senza riuscire a trovare niente di sensato da scriverti...ammesso che nel pieno di un delirio tu possa accettare quanto ti viene detto...la cosa che piu' mi fa indignare pero' è un'altra...invece di darti etichette, dove cazzo è chi ti dovrebbe aiutare concretamente???

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  8. JustBreathe...che dire...ti abbraccio forte.

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  9. Conosco bene queste sensazioni ..
    Mi spiace commentare così tardi ma avevo perso di vista il tuo blog, non mi appariva più negli aggiornamenti e ho cambiato profilo ( sono Barbara ) .
    Come te sto sprofondando nel tunnel della bulimia. Ormai del vomito non posso più fare a meno. Adesso che scrivo, per esempio, sono due settimane che vomito regolarmente, quasi ogni giorno, con poche pause. Tanto o poco cibo, ma vomito. Da qualche giorno ho ripreso anche con le mega-abbuffate. Come te programmo all'anticipo: se so che mia madre uscirà di casa so che mi abbufferò. Quando sono sola è sempre una buona occasione per sfogarmi: crema spalmabile bicolore ( anche io la adoro ) , pane , pasta, formaggio.. Di tutto e di più. Soldi buttati nel cesso. Impossibile far durare la spesa. Soldi buttati per l'acqua della doccia che scorre, per lo scarico del bagno, per la carta igienica, per il cibo ovviamente. Ma più che soldi è la vita che stiamo buttando. Potremmo passare le giornate in maniera costruttiva. Io non ci riesco. Mi sento debole. Fiacca. Una merda. La sera non riesco ad addormentarmi perché ho paura che mi succeda qualcosa e come te penso, ad un sacco di cose , sono pensieri caotici e non mi aiutano, perché tanto ricomincio sempre. Il peggio è che è diventata una valvola di sfogo irrinunciabile. Penso sempre a quale sarà la migliore occasione per poter " finalmente " comprare dolci e schifezze per poi vomitare e farmi così la mia " dose " .
    Ti sono vicina. Davvero.
    Ah..complimenti per essere entrata a medicina :) io ho fatto il test, come te, ma non ce l'ho fatta. Renditi conto di essere fortunata. Ed intelligente. Hai un posto che tanti ti invidiano e tanti vorrebbero. Sono cose che si dicono sempre, di sicuro le sai, ma te le dico da diretta interessata: sarei tanto voluta entrare a medicina. Spero per te, se davvero è il tuo sogno, che lotterai, perché ti offrirà sicuramente , seppur con delle difficoltà, tantissime soddisfazioni. Ti abbraccio forte <3
    B.

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