sabato 20 aprile 2013

Cake sniffing!

Sembra una scemenza ma funziona. Ho racchiuso un po' di polvere di cioccolato Nesquik in un tovagliolo di carta e l'ho finemente legato con un cordino. Quando ho voglia di mangiare qualcosa di buono metto da parte il gusto e sfodero un altro senso, quello dell'olfatto. E' una sensazione piacevole, davvero tanto, e mi inebria il cervello. La adoro.



venerdì 19 aprile 2013

Quella linea sottile tra la felicità e la disperazione.

Io l'ho superata ancora, per l'ennesima volta, direzione disperazione. Ci basta così poco a noi per vedere crollare i nostri piccoli successi. Credevo di essere forte abbastanza, almeno oggi, ma non lo sono stata. Credevo di riuscire a non vomitare, ma ho vomitato. Credevo di riuscire a non tagliarmi, ma mi sono tagliata. Credevo un sacco di cose. In realtà non sarò mai magrissima, non smetterò mai di vomitare né di tagliarmi. 
La realtà è dura, le persone sono opportuniste, e io sono quello che sono. 
E sono una malata. Ecco quello che credo.
Per il resto non credo più in niente.

'E' una cosa bella lo vuoi capire?' Per questo ho paura di non meritarmela.

Scrivo dalla stazione mentre aspetto il treno per tornare a casa dopo una delle giornate piú belle degli ultimi mesi. Per la prima volta dopo tanto tempo mi sento di nuovo leggera, piú spensierata. E tutto questo lo devo a lui e alle giornate magnifiche che mi fa passare, nelle quali riesco a lasciare da parte il mostro che c'é in me. Ieri comunque presa dall' euforia ci ho dato un po' sotto anche col vino bianco quindi oggi cercheró di digiunare tanto non mi va. Anzi mi sento piú motivata a stare attenta a non abbuffarmi adesso che c'é qualcun altro in piú oltre me stessa per cui rimanere in forma. Ieri mentre mi accarezzava le ossa del bacino ha commentato:'Come mi piace questo ossicino!' e io gli darò i suoi ossicini. Li darò a lui e a me. Ma prima di tutto a me. Non devo perdere di vista il mio obbiettivo per quante cose belle mi possano accadere. Non me lo posso permettere. E questo é un regalo così bello che ho paura di non meritarmelo, per questo rimango coi piedi per terra. Nella vita si fa bene a fidarsi completamente solo di se stessi piuttosto che dei regali che ti fa la vita...perché niente é mai gratuito.



domenica 14 aprile 2013

"Spesso l'intimità fa paura, perché comporta dei rischi."

"In un rapporto intimo le persone sono vulnerabili così che sembra più facile darsi ai rituali, ai passatempi o ai giochi, piuttosto che correre il rischio di sentirsi amati o rifiutati. [...] I VINCITORI ACCETTANO IL RISCHIO DELLA VERA INTIMITA'."

Ho letto così pochi giorni fa da un libro sull'analisi transazionale che mi è stato dato da leggere dalla mia psichiatra. E mi sta aiutando a fare luce su molti aspetti della mia personalità. Quello che ho fatto e che continuo a fare io, è darmi ai rituali. E il mio rituale/passatempo preferito è contare le calorie. All'inizio era facile, mi ricordo. Perché in principio non rappresentava la mia unica ragione di vita. Poi piano piano ha inglobato tutto il mio mondo, fino a diventare il perno della mia personalità, la colonna portante su cui strutturo tutte, e dico tutte, le mie giornate. E mi rendo conto ora che lentamente mi sono costruita una prigione con le mie mani. Perché me ne rendo conto proprio ORA? Perché per la prima volta dopo un anno di isolamento quasi totale dal mondo, sto cercando di riaprirmi alla vita, alle emozioni, alle persone. Ci provo, ma non è facile, non lo è per niente. 
Facile è adagiarsi sulla propria condizione, rassegnarsi a sopravvivere, come molte di noi facciamo. Aprirsi agli altri è più difficile, perché comporta dei rischi, delle incertezze, possibilità di rimanere delusi e di dover ricominciare tutto da capo. Da un anno a questa parte mi sono sempre ripetuta che non c'era nessuno che meritava le mie preoccupazioni quanto me stessa. E SOLO su me stessa mi sono concentrata, finendo nel tunnel dei disturbi alimentari. Eppure ancora ora, pur consapevole di essere la causa stessa dei miei mali, persisto nei miei comportamenti, perché in fondo so che se vengo delusa da me stessa, ho sempre un modo per punirmi e per correggermi. Quando sono gli altri a deluderti invece ci sono solo due cose che si possono fare: FREGARSENE o STARCI MALE. E io non accetto di stare male per gli altri, perché già sto abbastanza da cani per me stessa. Ma non ho nemmeno la forza per fregarmene completamente. Ed è in momenti come ieri notte che capisco di non essere in grado di stare con qualcuno. Perché se lo fossi, non mi sentirei perennemente brutta e insignificante di fronte alla persona che ha deciso di uscire con me perché gli piaccio, perché sono io così, né più né meno. Ma è inutile...non mi sento abbastanza, perché NON SONO ABBASTANZA. Abbastanza magra, abbastanza bella, abbastanza simpatica. E questa incompletezza mi ha portato all'ennesima abbuffata, stanotte, alle 4. Una serata perfetta terminata in compagnia del water. Ottimo direi. Ma non temete, il pacchetto completo comprende anche degli squisiti, rosseggianti e caldi tagli sulle braccia, freschi freschi di mattinata.
Cosa positiva della giornata? Mi faccio così tanto schifo che oggi non ho mangiato...non vorrei mangiare per il resto della vita dire il vero, ma non ci è concesso farlo.
E allora dico...vale la pena uscire fuori dal MIO MONDO ed entrare in quello reale se poi reagisco così?! NE VALE DAVVERO LA PENA?! Non credo.

P.S.:Non credevo sarei mai arrivata a tali estremismi, ma mi vedo costretta (almeno) a tentare l'ABC diet, al massimo alternata con la skinny. Non c'è altra via d'uscita.


venerdì 12 aprile 2013

Perdersi durante il tragitto...

Ero partita abbastanza bene con le calorie della Skinny. In realtà mi illudo di avere quella capacità di controllo che avevo una volta, e che ora non c'è più. Ed eccomi dopo un bel triduo di serate bulimiche. Non che mi sia abbuffata, non l'ho fatto, eppure ora tutto quello che mi porta sopra le 600 calorie mi sembra troppo, e allora impazzisco come un orologio a cui improvvisamente saltano tutti gli ingranaggi. 

Vorrei essere quella di una volta, vorrei non essere uscita nemmeno una volta con A., perché ora ho voglia delle sue attenzioni, e quando non arrivano crollo nel panico e mi sento sempre più inadatta. Vorrei solo avere quei 50 kili che sogno da tempo, e da cui adesso sono lontana anni luce. Vorrei riavere il controllo, la soddisfazione e la forza di una volta. 
Perché quando la soddisfazione se ne va, lascia il posto alla rassegnazione. E la rassegnazione è l'inizio del fallimento.

Ecco cosa sono: UNA FALLITA. sono solo una rammollita destinata a rimanere in questo grasso corpo inutile per il resto della mia vita.

lunedì 8 aprile 2013

Giorno 1. Armiamoci e partiamo.

Sono pronta a ripartire dopo un weekend a dir poco da schifo. Stamattina mi sono pesata: 57 kg. Non potevo crederci. Non è possibile che io sia ingrassata due chili, e spero tanto che parte di questo peso sia anche gonfiore. A primo impatto la tentazione di mollare tutto e assalire la dispensa è stata immensa ma poi ho ragionato: BASTA! Da oggi riprendo seriamente la skinny diet. Calorie previste per oggi: 400. Per ora il mio contacalorie è a 89 (yogurt activia zero+crusca di grano). 
Inoltre mi ripropongo di:
-Fare almeno un'ora di cyclette ogni giorno.
-Fare a giorni alterni esercizi per glutei e addominali.
-Smettere di masticare e sputare, perché oltre che uno spreco immenso di cibo, si prendono comunque calorie.
-SMETTERE DI TAGLIARMI.

LA FORZA E' DENTRO DI ME. DEVO SOLO CONVINCERLA CHE CE LA PUO' FARE ANCORA UNA VOLTA.


sabato 6 aprile 2013

Armarsi e continuare a lottare, o arrendersi definitivamente?

All'inizio era facile. All'inizio ero io a controllare ciò che mangiavo, le calorie, il cibo. All'inizio ero forte. Ora é tutto più difficile. Ora sto male, non sono più soddisfatta. Ora è il cibo a controllare la mia vita. Ora sono debole. 

Sto perdendo questa battaglia, o forse la guerra intera; perché mentre io mi faccio più piccola e impotente i miei avversari aumentano, ogni giorno di più, diventando sempre più forti. E non bisogna mai abbassare la guardia perché le bestie sono lì sempre in agguato, dentro di me. Hanno l'olfatto potente e stanno in allerta...no io non posso permettermi nemmeno lontanamente qualche istante di felicità perché non me lo merito. Il mio posto é questo, in questa stanza, al buio, sola, insensata, grassa e inutile. E nella mia solitudine dopo tanto tempo oggi la bestia mi ha colpito per l'ennesima volta, si è impossessata della mia testa e delle mie azioni e mi ha spinto fino in cucina, convincendomi a portare a termine una di quelle abbuffate colossali che non facevo ormai da tempo. Cereali con latte, biscotti (tra l'altro fatti da me) con cioccolato, fette biscottate con marmellata, pane e olio, 200 gr di cioccolata. Ma niente é gratuito a questo mondo, soprattutto in questi casi, e c'è sempre il conto da pagare. Io il mio anche stavolta l'ho saldato piegata sopra la tazza del water per mezz'ora intera, mentre nel frattempo la lametta scorreva sul mio braccio. E ora che resta? Nel mio corpo il bruciore di uno stomaco che inizia a ribellarsi a questa situazione e di un braccio pieno di tagli che mi ricordano costantemente che razza di porca inutile che sono. E nel mio animo? Il nulla se non lo schifo e la pesantezza, a cui potrò rimediare solo con uno o più giorni di digiuno, e la voglia di entrare sotto le coperte e non uscirne mai più. 

Ho bisogno di ripartire. Ho bisogno di credere che questa sia una di quelle cadute necessarie per rimetterti più forza nelle gambe e per darti lo stimolo a  ricominciare con più coraggio di prima. E devo essere convinta, perché un soldato senza forza di spirito, per quanto potenti possano essere le sue armi, non potrà mai vincere davvero.