La mia psichiatra mi ha detto di rimettermi in piazza, di ricominciare a guardarmi intorno, di valutare la possibilità di conoscere qualcuno (del sesso opposto s'intende) e di lasciare da parte quella paura di amare e di essere amata che mi ha portato a chiudermi nel mio bozzolo in attesa della tanto desiderata trasformazione in farfalla. Ma tutti i conteggi di calorie, il controllo, l'ossessione non mi hanno trasformata in niente, se non che in un bacarozzo brutto e vuoto, privo di emozioni e
di voglia di vivere.
Al dilà di tutto però ho accettato di andare a cena con la mia ("migliore"?) amica, mi sono presa la mia insalata che nemmeno ho finito perchè non mi andava e aimé ho assaggiato qualche cucchiaio di panna e cioccolato di quei dannati profiteroles che lei aveva preso per sé. E allora sì che le seghe mentali mi hanno perseguitato tutta la serata. Nel mio cervello scorreva in sovrimpressione la quantità delle calorie di quella cena senza lasciarmi tregua. E lui era lì a dirmi:'Mangia che sparisci', 'Mmm sei dimagrita. Si vede. Ti vedo sciupata di viso!'
Non che mi importi di quello che pensa lui. Chissà che me ne frega di una storia durata a mala pena tre mesi e per la quale ho pianto massimo un giorno. Però fa sempre troppo il simpatico e il chiacchierone. Inoltre ha aperto e chiuso la serata con due belle domande sul come, perché, per quanto, non sono entrata a Medicina e Veterinaria. Ma una padellata di affari tuoi?! con affetto eh...
Tralasciando quel minchione del mio ex, la serata non è andata in modo pessimo. Se non fosse che mi sono resa conto di non essere più capace di stare in mezzo alla gente senza tenere lo sguardo chino e le braccia raggomitolate attorno alla pancia a coprire il mio corpo.
Senza il terrore continuo che tutti mi guardino pensando:'Guarda quella che prosciutti che ha al posto delle gambe!' o cose del genere. La mia amica si é messa a ridere quando le ho confidato che temevo certi commenti, dichiarando, come tutti ultimamente:'Stai bene così. Ora però basta!'
Io non voglio STARE BENE COSI'. Voglio che la gente mi guardi pensando a quanto sia eccessiva la mia magrezza. Non voglio essere normale. Voglio essere magra.E quel 55 che ho visto stamattina sulla bilancia conferma che io POSSO AVERE QUELLO CHE VOGLIO.
JustBreathe
L'ho saputo dal momento in cui mi sono svegliata che sarebbe stata una di quelle giornate no, create proprio per far innervosire la gente. Se potessi me ne andrei a letto e mi sveglierei fra un giorno, o forse due, chi lo sa. Sono nervosa e INTOLLERANTE A TUTTO oggi. E mi crea nervoso anche rispondere a delle semplici domande ai miei; sono veramente insostenibile. Credo che se potesse la mia famiglia non solo mi rinchiuderebbe in qualche manicomio,
ma farebbe pure gettare la chiave. Non che non sia d'aiuto in casa. Per l'amor del cielo, faccio di tutto. Pulisco, preparo i pranzi e le cene, penso agli animali domestici. Però a volte sono proprio arrogante e nervosa, anche senza motivo. O forse oggi un motivo c'è, ma non voglio accettare che sia quello. In effetti devo dire che la cena di stasera con una mia amica che non vedo da molto mi crea un po' di angoscia. A dir la verità non ho proprio voglia di andare a mangiare fuori. Non è che mi vada di mangiare e non posso; so che prenderò la mia solita insalata e questo non mi pesa. Ma non sapere esattamente il suo apporto calorico mi dà sui nervi.Per non dire che il cameriere è niente di meno che...RULLO DI TAMBURI...
IL MIO EX!
Si prospetta proprio una bella serata...auguratemi buona fortuna.
JustBreathe.
Non riesco a stare ferma. Non posso lasciare che passi un minuto senza essere occupata in qualcosa. Di solito la mattina mi alzo e se non ho niente da fare pulisco tutta casa. Non sopporto vedere il disordine, è una cosa che mi toglie il respiro e mi fa saltare in nervi. E' come se mi sentissi soffocata. Per non parlare poi della cucina. Quel luogo è quello che deve essere più IN ORDINE DI TUTTI. Sono sempre io che metto a posto la spesa e sistemo al meglio tutti i ripiani del frigo. La dispensa bè...quella è tutta un'altra storia. E' tutta in ordine e non solo. Mi sono riservata un angolino solo mio, dove le mie cose hanno una determinata collocazione e guai a chi le tocca.
E' un atteggiamento maniacale, lo so.
Oggi avevo voglia di cucinare, da morire. Mi piace cucinare per qualcuno, tantissimo. Volevo creare un qualcosa di buono e gustoso. Di solito preferisco fare dolci ma non avevo il lievito dolce, solo quello salato. Allora ho raccapezzato qualche ingrediente e voilà, ora per tutta casa c'è un delicato profumino di focaccia con pomodorini e basilico. Che io non assaggerò nemmeno, mi sembra scontato...ma tanto oggi nemmeno mi va, non sento nemmeno la fame. Ho solo mal di pancia. Saranno i nervi..spero almeno che piaccia ai miei!
JustBreathe.
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| La mia focaccina :) |
L'ennesimo incontro dalla psichiatra che mi ha scatenato qualcosa dentro. Riflessione? Consapevolezza? Paura? Non so cosa sia, ma tutte le emozioni che provo lì dentro, in quella mezz'ora striminzita, perdurano al massimo per un giorno, per poi svanire come la luce del sole che, terminata la giornata, lascia il passo alla notte.
Ma la mia notte dura più di quanto dovrebbe. Ormai si é impossessata della mia esistenza; certo a volte è debolmente rischiarata da qualche stella, ma il buio prevale SEMPRE, qualsiasi cosa faccia. Mi sono sentita rinforzata oggi dalla dottoressa, come accade ogni volta che vado da lei. Mi ha detto che la mia scelta dell'università, fatta con tenacia sebbene i test di ammissione siano andati male, ha dato l'imput ad altre persone di continuare gli studi. Che bello, sentirsi un esempio positivo per qualcuno, era tanto che non provavo questa sensazione. Però mi ha messo davanti a una realtà a cui io ancora non credo e che non riesco a vedere. 'Una ragazza triste e depressa, con il viso incavato, un colore giallastro e GLI OCCHI SPENTI. Come pensi che un ragazzo ti possa guardare?' Brutta descrizione, certamente. E se è veritiera non credo di essere un bel vedere. Eppure non mi sento malata. 'No, io non sono malata. Non sono ancora sottopeso' le ho risposto. NON ANCORA. Perché è il sottopeso che voglio?! FORSE. Che mi importa se i ragazzi non mi guardano più. Io non ho bisogno di loro. Ho bisogno solo del mio controllo, delle ossa che lievemente inizino a sporgere anche dalle ginocchia e non solo dal busto, della magrezza. Voglio sentirmi leggera, libera. Voglio potermi guardare senza pensare che le mie gambe siano due prosciutti pronti per essere portati dal macellaio. Ed è questo il PROBLEMA. 'E' questo il tuo problema V., non riconosci ancora la componente patologica della tua situazione. E finché sarai inconsapevole della tua malattia, non potrai guarire.'
Triste conclusione dell'incontro: Bisogna rendersi conto di una malattia ed esserne consapevoli per poter guarire.
IO ANCORA NON MI SENTO MALATA.
JustBreathe.
E' questo quello che ho fatto stasera: RESPIRARE. La cosa più semplice e automatica di ogni essere umano. Ma questa sera, camminando per strada ho respirato davvero. E in quel momento mi sono sentita leggera, viva, come non mi capitava da molto. Sono arrivata a fine giornata senza aver toccato niente che non dovessi. Ormai le abbuffate, accompagnate da vomito autoindotto o esagerato esercizio sulla cyclette,
non si ripresentano da molto. Mi sembra di non aver più bisogno mentale del cibo anche se so che ho ancora molto da fare, dato che tra tutto anche oggi ho mangiato sulle 570 calorie. Ma va bene così...non mi interessa in quanto tempo, l'importante è che io dimagrisca. L'unica cosa che mi preoccupa è che sono senza ciclo dall'11 Luglio. Ma non importa. So che un giorno tutto si sistemerà e tornerà alla normalità. O forse è questa adesso la mia normalità?!
JustBreathe.
E' da ieri sera che il controllo rischia di vacillare. Avevo la pressione bassissima, 70 la minima e 90 la massima. Mi girava forte la testa e avevo bisogno di qualcosa di dolce, di sfizioso, di zuccheroso, di buono. Ma il letto è stato il mio rifugio. Quelle coperte, raggomitolate sul mio corpo mi hanno protetta dalla dispensa e dal frigo. ALMENO FINO A QUANDO NON MI SONO RISVEGLIATA. Per ora resta tutto nella norma, ma rischio seriamente di scoppiare e finire in una di quelle abbuffate da 2000 calorie. Non lo permetterò. Devo trovare la forza, so che é dentro di me. Ma la devo utilizzare per resistere alle tentazioni, o altrimenti la incanalo nella distruzione della cucina. Giuro che oggi getto il frigo dalla finestra.
JustBreathe.
'Continua a lottare'. Era questo il tema più ricorrente nei post di ieri su Twitter. Ma lottare per cosa? Certo ognuno ha le sue ragioni e c'è anche chi riesce a raggiungere i propri obbiettivi, a realizzare se stesso nel mondo del lavoro, della famiglia, dell'amore. Ma io per cosa dovrei ancora lottare? Oggi mi sono guardata allo specchio: un kilo di grasso in meno della scorsa settimana, ma un kilo in più di insoddisfazione, amarezza e tristezza. Mi sono resa conto che non avrò mai le gambe che desidero, il corpo perfetto e modellato che vedo nelle riviste. Qualsiasi cosa faccia, mi sento sempre fuori luogo e inadatta. Allora per cosa dovrei andare avanti? Io non lo so, davvero. Ieri ho rivisto molte delle mie compagne del liceo dato che verranno all'università con me e ascoltando i loro discorsi, guardandole in silenzio, mi sono resa conto che tutte hanno una vita. IO NO. Io semplicemente ESISTO, ma non vivo. E la cosa è ben differente. E mi sono resa conto dell'immenso vuoto che ho dentro guardando fuori dal finestrino del treno, mentre tornavo, vedendo scorrere tutti quei paesaggi, quei colori, quel brulicare di anime che in un modo o nell'altro vivono la loro vita. Io cosa sono? Cosa voglio da me stessa? In certi momenti non mi riconosco. Mi dico 'No, non è possibile che questa sia io.' Una volta avevo FAME DI VITA. Avevo voglia di uscire, sbattermi il portone alle spalle e vedere il mondo intero. VIAGGIARE era il mio sogno. E forse lo è ancora, chi lo sa. Forse in fondo la persona che ero una volta esiste ancora, e cerca incessantemente di crearsi un vano dentro a quel cervello che sembra essere affollato solamente di numeri e calorie. Forse quella fame di vita c'è ancora, ma io costantemente continuo a reprimerla esattamente come faccio con la fame reale. A furia di controllare quello che mi circonda, ho finito per perdere di vista me stessa.
JustBreathe.